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EQUITY CROWDFUNDING, ESTESO ALLE PMI INNOVATIVE

Vincenzo Quarta on 20/02/2015 - 14:10 in Crowdfunding, News

Il decreto legge Investment Compact, approvato dal Consiglio dei Ministri lo scorso 20 gennaio, ha introdotto la categoria delle PMI innovative che, oltre ad una serie di benefici finora riservati alle startup innovative, potranno accedere alla raccolta di capitali attraverso le piattaforme di equity crowdfunding. Per rientrare nella categoria di PMI innovative le imprese non devono essere quotate su un mercato regolamentato o su un sistema multilaterale di negoziazione (MTF), devono avere la certificazione dell’ultimo bilancio e possedere almeno due dei tre requisiti relativi alla capacità innovativa: spese in ricerca e sviluppo pari almeno al 3% del maggior valore tra fatturato e costo della produzione; impiego di personale altamente qualificato (es. dottorato di ricerca) in misura almeno pari a un quinto della forza lavoro complessiva; detentrici, licenziatarie o depositarie di un brevetto o marchio in campo industriale o biotecnologico, di un prodotto a semiconduttori, di una varietà vegetale, o di un software registrato. L’equity crowdfunding è una fonte alternativa di raccolta di capitali attraverso il quale le società ricevono finanziamenti, tramite portali online, offrendo in cambio un vero e proprio titolo di partecipazione alla stessa. In Italia, il fenomeno è disciplinato dal Decreto crescita bis (179/2012) che, oltre a stabilire regole e modalità di utilizzo di questo strumento, ha istituito il registro dei soggetti autorizzati a gestire portali online di equity crowdfunding. Attualmente sono 14 i gestori dei portali iscritti nel registro tenuto da Consob.

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