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LE DONNE DEL TRADING, INTERVISTA A CLAUDIA SEGRE

Claudia Segre, Segretario Generale Assiom Forex e Chairman Board of Education ACI Forex International
Vincenzo Quarta on 15/05/2014 - 16:19 in Donne della finanza, Rubriche

Continua la nostra esplorazione dell’universo femminile del trading. Questa volta lo staff di TradingRoomRoma, che cura per noi la rubrica Le Donne del Trading, ha intervistato Claudia Segre, Segretario Generale Assiom Forex e Chairman Board of Education ACI Forex International.

Qual è la tua esperienza personale ed il percorso lavorativo nell’ambito finanziario?

Mi son avvicinata all’ambito finanziario per tradizione famigliare inizialmente, cominciando così dal mercato azionario. Poi gli studi e il crescente interesse per i mercati internazionali mi hanno offerto l’opportunità di avviare, in Caboto Holding, il primo team dedicato ai mercati emergenti e ho potuto replicare questa esperienza anche in Unicredit, con un focus piu’ specifico sull’Est Europa, spaziando dal Debt Capital Market sino al passaggio da responsabilità sul trading a quelle più manageriali e guidando un team sul Risk Assessment su banche e paesi, che è stata, in assoluto, l’esperienza più esaltante perché distribuita sui tre Hub del Gruppo e quindi con un gruppo straordinario di oltre una ventina di analisti di ben 9 diversi paesi e nazionalità. In oltre 20 anni di attività di trading, poter approfondire la conoscenza di molti paesi direttamente e aver la fortuna di curare l’aspetto relazionale nello sviluppo dei flussi con istituzioni estere, enti multilaterali e delegazioni governative, mi hanno fatto crescere, non solo nelle competenze professionali, ma nel condividere un processo di profondo cambiamento dei nostri mercati, in uno scenario globale e sempre più sfidante.

Quali difficoltà si incontrano nel gestire le negoziazioni delle valute?

Nelle mie più recenti esperienze professionali, dedicate in particolare alle valute, mi son resa conto della difficoltà di molti trader di approcciarsi alla gestione della volatilità e delle variabili determinanti, soprattutto, per le divise dei mercati emergenti, che man mano, durante la crisi, han caratterizzato e influenzato anche le divise di conto nazionale ed i relativi cross.

L’importanza, quindi, di saper guardare nelle correlazioni e nelle dinamiche dei flussi di portafoglio, leggendo contemporaneamente nelle pieghe delle politiche monetarie dei diversi Paesi e, quindi, dello scenario dei tassi, necessita di conoscenze legate sia all’analisi tecnica che a quella fondamentale, per saper reagire prontamente e coerentemente a movimenti inaspettati sulle valute e saperne prevenire gli scossoni più deleteri alla performance auspicata.

Ritieni che in ambito finanziario il gentil sesso sia abbastanza rappresentato, o si può fare di meglio?

Certamente nel nostro Paese si può far di meglio e son convinta ci sia un profondo cambiamento in corso che potrà riallineare l’Italia sugli stessi criteri di meritocrazia e parità di genere che son propri dei principi europeisti e non solo. In particolare, nell’ambito finanziario, spesso le donne vengono prescelte più su ambiti commerciali che operativi, e poi ancora, purtroppo, la gestione della maternità spesso diventa un veicolo di penalizzazione sia nei colloqui di lavoro che nel corso di una carriera dove pare si debba sempre ricominciare daccapo a dimostrare il proprio valore molto spesso.

Negli ultimi anni sta migliorando l’aspetto rappresentativo ma certamente c’è ancora molta strada da percorrere, almeno una generazione, per completare l’affrancamento paritetico delle donne su tutti i fronti e perché vengano offerte opportunità di nuove sfide alle donne esattamente come agli uomini.

Più razionali e determinate degli uomini, ma anche pronte a sacrificare la carriera per dedicarsi alla famiglia: ti riconosci in questa descrizione?

Correggerei dicendo: costrette spesso a sacrificare la famiglia per non dover fare passi indietro nel lavoro. Infatti, penso che la situazione sociale post crisi che stiamo vivendo, molte volte, non permetta scelte che non siano legate che al conciliare carriera e lavoro facendo i salti mortali, perché poi, è anche difficile ottenere contratti part time, particolarmente nel nostro ambito finanziario. La società italiana sta cambiando velocemente, come detto, e vedo sempre più uomini condividere il peso della famiglia e certamente questo aspetto, anche se recente, è in aumento costante.

Ad una giovane ragazza che vuole intraprendere una carriera in questo settore quali consigli daresti su cosa fare e soprattutto, su cosa non fare, per avere successo in futuro?

La preparazione scolastica è certamente importante, ma è più importante fare scelte che distinguano la risorsa dalla massa e le permettano un percorso formativo complementare ed autonomo, che accresca il valore del curriculum, soprattutto nella fase iniziale di intrapresa della propria carriera.

La conoscenza delle lingue poi è cruciale, e non solo per conoscere e relazionarsi con il mondo esterno, ma per capire a fondo fenomeni e acquisire informazioni, che nel nostro lavoro ci giungono perlopiù in inglese. Andare oltre l’informazione corrente e crearsi un proprio metro di giudizio, aperto e neutrale, è il primo passo per gestire rapporti e crescere in una struttura aziendale che cerca, sempre di più, persone flessibili e adattabili a livelli di responsabilità e segmenti di specializzazione diversi.

E’ da evitare accuratamente l’influenza della propria vita privata ed imparare ad entrare in ufficio separandosene con un grande sorriso, pronta ad ascoltare tutti e dando prova di grande equilibrio, perché, “imitare” in un certo modo di dialogare o di gestire i rapporti ci farebbe apparire ciò che non siamo e in molti casi porta a comportamenti che procurano solo giudizi gratuiti.

Da dove hai tratto le maggiori soddisfazioni nella sua carriera lavorativa?

Certamente la gestione delle risorse è l’esperienza più importante e di maggiore soddisfazione che poi ho mutuato nell’affiancare l’Educazione Finanziaria, su livelli e argomenti diversi, alla mia attività lavorativa. Dal 1993 contribuisco volontariamente nell’attività associativa, sia a livello nazionale che internazionale, perché credo che saper trasmettere la nostra esperienza ai più giovani, offrendogli spunti di riflessione che migliorino il loro percorso, è un dovere. Spesso aiuto anche laureandi e studenti Master nelle loro tesine, e non c’è niente di più bello di rincontrarsi e ritrovarsi negli anni, lasciando un buon ricordo della propria testimonianza di professionalità.

I budget ed i risultati son sempre stati, ovviamente, importanti ma fanno parte dell’impegno e della dedizione che si deve porre sempre nell’attività lavorativa e occorre non dimenticarsi mai che poi vengono sempre raggiunti insieme e con la consapevolezza di una crescita del team ad ogni risultato colto, altrimenti son solo numeri su una statistica che porta, dal punto di vista umano, ben poco valore aggiunto.

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