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LE DONNE DEL TRADING. INTERVISTA A IDA PAGNOTTELLA

Ida Pagnottella, consulente indipendente presso lo studio associato Cfi Advisors
Vincenzo Quarta on 02/09/2014 - 17:54 in Rendimento zero reale, Rubriche

Riprende, dopo la pausa estiva, la nostra rubrica Le Donne del Trading, in collaborazione con Trading Room Roma, la sala operativa indipendente che da diversi anni organizza il Pink Traders.

Questa volta, a rispondere alle domande, e a svelarci qualche piccolo segreto sul binomio Trading e universo femminile, è Ida Pagnottella, consulente indipendente a parcella presso lo studio associato Cfi Advisors di Pescara La Dr.ssa Pagnottella riceve, inoltre, a Milano.

Nata e cresciuta in Canada, ha insegnato analisi di strumenti finanziari, teoria di portafoglio e normativa finanziaria a dipendenti bancari, assicuratori e promotori finanziari. Collabora regolarmente al settimanale Plus del quotidiano Il Sole 24 Ore; cura una rubrica fissa sulla rivista specialistica Investors’. Oltre ad occuparsi della consulenza personalizzata indipendente offre un servizio di educazione finanziaria e consulenza generica in audio pensato per investitori privati fai da te.

Si dice che le donne siano più razionali e inclini a lavorare sotto pressione. Sei d’accordo con questa affermazione? Perché?

Personalmente ritengo che conoscere sé stessi a fondo permette di lavorare bene anche sotto pressione e questo vale sia per le donne che per gli uomini. Conoscere i propri punti di forza e di debolezza, con abbinata la capacità di mettersi in discussione, permette di lavorare in modo efficace anche in condizioni di stress. Mi spiego con un esempio: il mio punto di debolezza era l’organizzazione degli impegni. Da sempre riesco ad avere una visione di insieme sui mercati ma mi dimenticavo le piccole cose da fare a livello quotidiano che, quindi, mi causavano molto stress mentale.

Mi sono resa conto che sarebbe stato necessario lavorare sui i miei punti più deboli e ho iniziato a leggere alcuni libri per imparare la gestione efficace del proprio tempo, come i libri di Stephen Covey e sopratutto il piccolo manuale “Getting Things Done: How to achieve stress-free productivity” di David Allen. Quest’ultimo libro mi ha insegnato un approccio efficace della gestione di progetti e impegni, che mi permette di lasciare la mente libera. Poi ho investito anche in un “app” di gestione del tempo che applica il metodo di David Allen. Certo non basta leggere il libro ed avere un “app”, poi ci vuole la pazienza di applicarsi e fare pratica.

Forse gli estrogeni aiutano ad avere la pazienza necessaria per applicare questi metodi!

Obbligarmi a migliorare l’organizzazione del tempo mi ha permesso di liberare la mente da preoccupazioni eccessive, permettendomi di concentrare le mie energie sui mercati e sui clienti soprattutto.

Nel trading, oltre alla tecnica, è fondamentale anche l’aspetto psicologico. Come riesci a gestire le emozioni nel tuo lavoro?

Nel mio lavoro devo gestire soprattutto le emozioni dei clienti e questo riesco a farlo tramite l’educazione finanziaria al cliente. Più il cliente diventa “esperto”, più può essere distaccato in modo da non farsi travolgere dai notiziari e dall’emotività generale del mercato. Per aiutare il cliente a diventare un “esperto” scrivo regolarmente un commento al mercato dove spiego gli investimenti che consiglio, la situazione grafica, l’orizzonte temporale, il motivo per cui intendo consigliarlo ed i rischi. Commento anche gli investimenti che credo siano da evitare ed il motivo. Capire i pro e i contro di ogni strategia permette di fare una diversificazione intelligente e non casuale e soprattutto aiuta il cliente a ragionare non troppo a breve termine e a trovare la forza di essere paziente quando serve.

Che cosa avresti fatto nella vita se non avessi intrapreso la carriera nel mondo della finanza? O la tua professione era scritta nel tuo DNA?

Se non avessi scelto la mia professione mi sarei occupata di psicologia o di sociologia. Prima di lavorare come financial advisor ho lavorato per anni come docente free lance nel settore bancario-finanziario. Amo insegnare. Sono anche mamma, cosa che mi piace molto fare. In altre parole, mi sarei occupata di una professione che mi avrebbe permesso, in fin dei conti, di entrare in relazione con gli altri.

Paragonando la tua esperienza canadese con quella italiana, pensi che nel nostro Paese le donne siano ancora discriminate per quanto riguarda le loro abilità e competenze in materia finanziaria?

Non credo che le donne siano discriminate sotto questo aspetto, mentre temo che ci siano molte le donne in Italia ad essere convinte, per qualche motivo, di non essere competenti in materia finanziaria. Forse è considerata una materia arida o poco umana, non saprei esattamente. In realtà la finanza non è una scienza meccanica, ma riguarda la psicologia e il comportamento umano. Infatti ho lanciato un servizio bisettimanale di educazione finanziaria in audio e si sono abbonate molte donne al servizio: ho notato che soprattutto le donne cercano l’educazione finanziaria in forma semplice e leggera.

Come si concilia il lavoro di consulente finanziario con il compito di donna e madre?

Sono una mamma single, con una figlia adolescente: ho sempre preferito il lavoro autonomo al lavoro dipendente, in quanto posso gestire i miei orari di lavoro in modo flessibile. Ho un lavoro di responsabilità che comporta l’impegno di essere sempre aggiornata ma questo non richiede orari di lavoro fissi. Lavoro di più quando sono riposata o quando mia figlia ha impegni propri. In questo modo riesco ad avere tempo libero quando lei ne ha bisogno. Inoltre, grazie a Internet e l’utilizzo di supporti informatici, posso lavorare anche da casa quando necessario. Per aggiornarmi sui mercati acquisto dei servizi in lingua inglese, come commenti giornalieri in audio, e questo mi permette di risparmiare molto tempo e di avere una visione ampia della situazione di mercato.

Spesso ascolto i miei audio in macchina mentre mi reco in ufficio o mentre pratico nordic walking, il mio sport preferito!

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