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TOBIN TAX, POSSIBILE RADDOPPIO PER FINANZIARE LE PENSIONI

Cesare Damiano, presidente della Commissione Lavoro della Camera.
Cesare Damiano, presidente della Commissione Lavoro della Camera.
Vincenzo Quarta on 07/12/2015 - 08:41 in Mediosfera, News

La Tobin Tax, la tassa sulle transazioni finanziarie introdotta con la legge finanziaria del 2013, potrebbe passare dall’aliquota dello o,2%, applicata sulle transazioni sui mercati non regolamentati, allo 0,4%. È quanto previsto in un emendamento alla Legge di Stabilità approvato dalla Commissione Lavoro della Camera, presieduta da Cesare Damiano, con lo scopo di finanziare l'”opzione donna”, ovvero la possibilità per circa 36 mila lavoratrici di andare in pensione tre mesi prima in cambio di un ricalcolo dell’assegno. Ora, l’emendamento, passa alla Commissione Bilancio che può approvarlo o respingerlo. Intanto, sembra lontano l’accordo per una Tobin Tax europea negli 11 Paesi che partecipano alla cooperazione rafforzata. Molti i nodi da sciogliere, come: oggetto della tassazione, criteri di applicazione e base imponibile. Attualmente, in Italia, la Tobin Tax, che prende il nome da James Tobin Premio Nobel per l’economia che la propose per la prima volta nel 1972, si applica al trasferimento della proprietà di azioni e altri strumenti partecipativi emessi da società residenti nel territorio italiano. Si applica sia alle operazioni sui mercati regolamentati (es. MTA di Borsa Italiana) e sugli MTF (multilateral trading facilities, come EuroTLX o Hi-MTF) con un’aliquota dello 0,10%, sia agli scambi sui mercati non regolamentati (cosiddetti OTC, over the counter) con un’aliquota dello 0,20%. Sugli strumenti finanziari derivati (futures, opzioni, CFD, warrants, covered warrants e certificates) si applica un’aliquota che varia a seconda del tipo di strumento e del valore nozionale dell’operazione.

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