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IL CONTO TRADING È TUTELATO COME IL CONTO CORRENTE?

Andrea Fiorini on 16/11/2016 - 19:57 in Approfondimenti

Com’è noto, i conti correnti bancari sono tutelati dal fondo di garanzia interbancario fino a 100.000 euro sulla base della direttiva europea 2014/49. Più specificamente, la tutela è valida in caso di fallimento della banca e vale per cliente e per banca, cioè indipendentemente da quanti conti ha il cliente sulla stessa banca. Se per esempio il cliente ha tre conti di 100.000 euro ognuno sulla stessa banca, verrà tutelato fino a 100.000 euro. Diversamente, se ha tre conti di 100.000 euro ognuno su tre banche diverse, sarà tutelato per 300.000 euro.
Ma questa tutela è valida anche per i cosiddetti “conti trading”, cioè quei conti senza costi né tassi attivi che vengono proposti e utilizzati solo per attività di trading online?

CONTI TRADING – I conti trading non sono conti correnti semplici, ma servizi diversi che si appoggiano a un conto corrente normale, con specifiche norme contrattuali che ne variano l’impostazione di base. Quindi la risposta è sì, i conti trading sono tutelati proprio in quanto si appoggiano a conti correnti già esistenti. Facciamo un esempio.
Il conto trading di IWBank viene definito nel foglio informativo presente sul sito alla pagina “Trasparenza” (c’è su tutti i siti bancari) come “un ‘pacchetto’ di prodotti/servizi” e non quindi come “conto corrente” tout court. Ma da cosa è composto questo pacchetto? Da “
conto corrente in euro; servizi di pagamento accessori al conto corrente collegato a IW Conto Trading; deposito di strumenti finanziari e custodia ed amministrazione; prestito degli strumenti finanziari di proprietà del Cliente; servizio di operatività con le banche appartenenti al Gruppo UBI Banca e tramite altri intermediari abilitati (operazioni prenotate mediante il servizio di Banca Telematica)”. Come si vede, la prima voce è proprio “conto corrente”. Allo stesso modo, il Conto Trader di Banca Sella viene definito “un prodotto composto costituito da un conto corrente, dal servizio di deposito a custodia e/o amministrazione di strumenti finanziari e dalla prestazione dei servizi di investimento di ricezione e trasmissione di ordini, collocamento e il servizio di distribuzione di prodotti finanziari”.
Situazione non molto diversa per Webank e Fineco, che tuttavia non pubblicizzano un conto trading separato dal conto base ma un Conto Webank e un Conto Fineco comprensivi sia dei servizi bancari che di quelli per la negoziazione telematica. Anche in questo caso, comunque, si tratta di conti correnti con servizi accessori ad hoc (custodia titoli, negoziazione, etc.).

FONDO DI GARANZIA E ASSICURAZIONE – La tutela del fondo di garanzia può però non bastare. Molti trader di alto livello, infatti, operano con capitali che superano molto facilmente il limite di 100.000 euro, senza dimenticare che nel caso delle SIM il limite di tutela è invece di 20.000 euro. Come fare? Da una parte si può aprire conti con intermediari diversi per spalmare l’ipotetico “rischio contropoarte” (cioè la possibilità che il broker non sia in grado di restituire il capitale), dall’altra si può far riferimento a quei broker online che hanno stipulato un’assicurazione che copre i soldi dei clienti per importi maggiori a quelli del limite. È il caso di ActivTrades, per esempio, che  nel 2013 ha stipulato una polizza con i Lloyd’s di Londra denominata “Excess of FSCS Insurance” (FSCS è l’acronimo del fondo di garanzia del Regno Unito) che porta la tutela del capitale versato per singolo cliente a 500.000 sterline (circa 580.000 euro), con la possibilità di innalzare ulterriormente questo livello su richiesta.

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